Fashion Magazine: “Leonardo Pecchioli: nell’era omnichannel bisogna saper gestire la complessità”.

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L’omnicanalità è il nuovo mantra delle aziende, chiamate a operare offline e online. Ma quali sono i risvolti tecnologici e operativi di questa strategia, tesa a fornire al consumatore un’esperienza di shopping unica e integrata? Sul palco di Netcomm Focus Fashion&Lifestyle ha risposto Leonardo Pecchioli, ceo di Keros Digital.

La mission di Keros Digital è appunto quella di «offrire tecnologie e-commerce con un approccio scalabile e concreto all’omnicanalità, a tutte le aziende che puntano ad avere una presenza digital anche internazionale, risolvendo ogni singolo aspetto tecnico attraverso soluzioni personalizzabili».

L’approccio omnichannel è oggi imprescindibile, ha evidenziato Pecchioli, sottolineando che il 36% degli ordini presso i retailer multicanale avviene con la modalità click&collect.

Non solo: i clienti che acquistano con la formula multicanale generano il 27% di tutte vendite, anche se rappresentano solo il 7% del totale.

Se poi, ha proseguito il manager, si considera che oltre il 50% delle transazioni online è effettuato da mobile, confermando il ruolo sempre più importante dello smartphone come trait d’union fra shopping virtuale e retail, si comprende a fondo la rilevanza di un approccio omnichannel.

«I consumatori si aspettano soluzioni e servizi in linea con questo nuovo scenario – ha evidenziato – ossia un online shop nella propria lingua, valuta e tassazione, prodotti sempre disponibili, molteplici modalità di pagamento, spedizioni rapide e tracciabili, resi online e nel punto vendita».

Le aziende, dunque, come devono muoversi per soddisfare questi desiderata? Gestendo la complessità, si potrebbe sintetizzare.

In particolare, come ha elencato il ceo di Keros Digital, devono avere «un catalogo con infinite possibilità di localizzazione, una piattaforma che riesca a semplificare la parte fiscale, una gestione dell’inventario, con mezzi multipli di spedizione, e dei resi».

Un esempio efficace viene dalla case history di Benetton, con cui Keros Digital ha lavorato per creare una nuova shopping experience. «La prima sfida – ha raccontato Pecchioli – è stata quella di attivare la gestione diretta del canale online, prima affidata a un provider esterno».

Successivamente si è trattato di integrare i punti vendita fisici (oltre mille solo in Italia) ed e-shop, puntando sull’omnicanalità, grazie a un sito multilingua e multicountry, con diverse modalità di pagamento e la tracciabilità delle spedizioni tra i suoi asset.

I consumatori hanno così la possibilità di ordinare online e ritirare in store (e se il prodotto non è presente in negozio, viene spedito dal magazzino centrale), di portarsi a casa ciò che hanno acquistato oppure di rendere la merce in qualsiasi punto vendita in Italia o all’estero, diretto o in franchising. I resi possono rimanere in negozio oppure tornare nel wharehouse.

I risultati di questa operazione, ha concluso Pecchioli, sono stati molteplici, con «una riduzione della complessità relativa alla gestione degli ordini e alla fatturazione in diversi Paesi e una maggiore efficacia delle consegne e un abbassamento dei costi di spedizione grazie alla consulenza logistica, senza contare il know-how fiscale e legale per la gestione multicountry». «Tutto questo – ha concluso – in nome di una shopping experience totalmente integrata e rinnovata».

A margine dell’incontro milanese, il manager ha illustrato gli sviluppi di un’altra intesa recente, con l’e-tailer inglese Everything5Pounds, primo cliente del Regno Unito per l’azienda svizzera, «che stiamo affiancando nel passaggio dalla precedente alla nuova piattaforma, in nome della flessibilità, dell’efficienza e di ulteriori implementazioni, anche in vista della possibile nascita dei primi pop up store fisici di questo player, che insieme a noi punta anche a una maggiore internazionalizzazione».

«Quando abbiamo iniziato la nostra avventura, otto anni fa – ha aggiunto Robert Kulawik, coo della realtà britannica da oltre 1 milione di clienti attivi, con ricavi intorno ai 40 milioni di sterline – eravamo dei pionieri e la nostra formula “tutto a 5 sterline” ci ha portati rapidamente al successo».

«Ora però lo scenario è cambiato e anche noi ci dobbiamo evolvere – ha concluso Kulawik -. Uno dei nostri principali obiettivi è una presenza più capillare sui mercati, visto che il 90% del fatturato è tuttora realizzato sul mercato inglese ma che intravediamo possibilità molto interessanti nel resto d’Europa, nei Paesi baltici e dell’Est europeo, ma anche in territori più lontani, come l’America e, più in là, l’Africa. Abbiamo inoltre intenzione di affiancare al sito attuale qualcosa di nuovo e diverso, sempre all’insegna della massima convenienza, ma riferito a un target di prezzo più alto».

 

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